Il Procedimento

Una inibitoria di classe è un procedimento regolato dall’art 840 sexiesdecies del codice di procedura civile, competenza della Sezione Imprese del Tribunale nel cui circondario hanno sede le società italiane parti del Gruppo delle resistenti.

“Chiunque abbia interesse alla pronuncia di una inibitoria di atti e comportamenti, posti in essere in pregiudizio di una pluralità di individui o enti, può agire per ottenere l’ordine di cessazione o il divieto di reiterazione della condotta omissiva o commissiva”…..

Il procedimento, iscritto a ruolo con il n. di registro generale 29994/2025, è stato assegnato alla Sezione Impresa del Tribunale civile di Milano che ha fissato l’udienza di discussione avanti il Collegio di Giudici per il 12 febbraio 2026, udienza poi tenutasi il 14 maggio.

Costituendosi nel giudizio, le società dei gruppi TikTok e Meta hanno formulato numerosissime eccezioni formali e procedurali. In udienza le parti hanno potuto discutere alcune tra queste eccezioni.

Nel merito, come prevedibile, con le proprie difese – che non hanno scalfito le tesi e gli argomenti delle parti ricorrenti – le aziende resistenti tentano di negare ogni addebito, nonostante l’evidenza, attribuendo la responsabilità degli eventuali danni ai genitori e facendo riferimento a policy interne e a strumenti delle stesse piattaforme, che in teoria sarebbero volti a proteggere i minori da rischi e danni, ma che nei fatti sono aggirati dagli utenti.

La prossima udienza si terrà il 19 novembre 2026, fissata dal Collegio del Tribunale di Milano per la discussione finale della causa.

Nel frattempo, è in corso uno scambio di note scritte tra le parti. In questo ambito, i ricorrenti hanno colto l’occasione per offrire ai Giudici ulteriori elementi probatori che dimostrano il modello di business delle aziende fondato sul condizionamento degli utenti per trattenerli il più possibile online, e la piena consapevolezza del management quantomeno dal lontano 2018, circa i gravissimi pregiudizi ai singoli e alla collettività, e che confermano la necessità e l’urgenza di agire a tutela del diritto alla salute dei minori in Italia anche tramite campagne massive di informazione.